L’unità come condizione fondativa (VI)

Nel saggio precedente si era pervenuti alla conclusione che l’unità può venire riscontrata nell’atto, inteso non tanto come atto del distinguersi, quanto come atto del togliersi dei distinti.

L’unità dell’atto, questo è il punto, è sempre e comunque vincolata ad una determinazione, sia che si tratti dell’atto del “distinguersi” sia si tratti dell’atto del “togliersi”: se l’atto del distinguersi si pone a condizione del porsi della determinatezza dei distinti, così che anche l’atto risulta da essi determinato, altrettanto l’atto del togliersi si pone a condizione del porsi della determinatezza di ciò che si toglie dopo essersi determinatamente posto, così che anche tale atto risulta, esso stesso, determinato.

L’effettiva unità, invece, si realizza allorché viene meno ogni determinatezza, così che l’“unità del fondamento” non potrà non venire distinta dall’“unità dell’atto”, ancorché l’atto, almeno intenzionalmente, cioè idealmente, non può non intendere di essere tutt’uno con ciò verso cui si volge e che intende come sua meta e suo compimento: il fondamento, appunto. Continue Reading

L’ospite invisibile. Spazio, privacy e intelligenza artificiale

This paper focuses on the concept of space and how it changes in contemporary world due to introduction of Artificial Intelligence. AI can be defined as a “invisible guest” in three different spatial levels: (i) smartphone as individual space; (ii) house as domestic and familiar space; (iii) city as social space of interaction. In all of them we’ve allowed the introduction of AI systems. Due to this introduction, we’re modeling the private and public spaces in order to adapt them to AI. This threats not only privacy as a value, but complexity too.

Continue Reading

Plotino o il tempo come svolgimento dell’eterno

Il filosofo che nel modo più penetrante ha tentato di ricomporre la frattura tra essere e tempo è stato sicuramente Plotino. Questo perché egli è colui che meglio di tutti ha saputo contemperare le esigenze spirituali del mondo antico e di quello moderno. Bergson, nel suo corso al Collège de France sulla Storia dell’Idea di tempo, aveva colto nel segno nel momento in cui individuava nella dottrina di Plotino la prima teoria moderna sull’origine del tempo. Giudizio a sua volta derivato da Simplicio, il principale commentatore del filosofo greco vissuto nel III secolo d.C, il quale scrisse che Plotino era stato il primo filosofo a produrre la vera teoria del tempo. L’originalità, spiega Bergson, deriva dal carattere interamente psicologico della sua concezione secondo la quale, dove c’è tempo, c’è un’anima, una coscienza.  Continue Reading

Uno spazio da salvare

L’articolo vuole fornire un contributo alla riflessione sul tema dello spazio alla luce della lectio come “circostanza” che viene fornita dal filosofo madrileno José Ortega y Gasset, uno dei massimi teorizzatori del rapporto indissolubile fra l’individuo e la propria dimensione spazio-temporale. Nonostante l’uomo possa servirsi della tecnica per umanizzarlo, Ortega ci porta a riconoscere che lo spazio resta un enigma molto arduo da risolvere. Comprendere che cosa esso sia autenticamente è una sfida che stimola a interrogarci con sempre maggiore complessità intellettuale e, al contempo, a interpretare la nostra stessa vita.

Continue Reading

Lo spazio del politico

Il riferimento allo spazio è essenziale per la costruzione dei concetti politici dell’occidente moderno e rappresenta una categoria attraverso la quale il pensiero politico stesso si autocomprende. La storia del pensiero politico moderno è la progressiva presa di coscienza della peculiarità e dell’indipendenza dello spazio della politica da quello delle altre sfere dell’agire sociale. Il confronto con l’antropologia politica permette di comprendere la rilevanza culturale di tale modo di pensare.

Continue Reading

La scissione tra Essere e Tempo, peccato originale della filosofia

L’Occidente filosofico nasce da una rottura primordiale, quella tra essere e tempo. Parmenide, frammento 8: «L’Essere è ingenerato e imperituro, un intero nel suo insieme, immobile e senza fine. Né una volta era, né sarà, perché è ora insieme tutto quanto, uno, continuo». Se queste sono le parole che l’Eleate mette in bocca alla dea, viene allora rigettata la sapienza originaria riassunta nella frase di Pindaro secondo cui il tempo è padre di tutte le cose. Prima del parmenicidio, c’è il pindaricidio. Continue Reading

Fuori dai luoghi comuni

Spazio e società sono da sempre elementi di un binomio inscindibile, caratterizzato da un rapporto di reciproca influenza. L’architettura, che si configura come studio plastico dello spazio, è in grado di esercitare un potere sulla realtà sociale. Spesso questa influenza può svilupparsi con esiti negativi, assumendo talvolta una forma coercitiva, a volte una forma emarginante. Si rende così necessaria una riflessione su un’architettura del sociale, il cui scopo è quello di permettere l’adempimento di una vita buona, prendendo alcuni esempi proposti dall’architettura e dall’urbanistica contemporanee.

Continue Reading

Vero atto ed effettiva unità in Hegel (V)

Hegel assume il falso come momento della verità: questo è emerso nei precedenti saggi. Ne consegue che tale status domanda di venire adeguatamente pensato. Del resto, pensare questo status consente di produrre un significativo avanzamento rispetto a quanto è stato già detto in ordine al “vero” così come esso inizialmente si presenta.

Ciò che ora prenderemo in esame è quanto segue: vi sono due modi per pensare il vero. Il primo modo lo pone come un termine in relazione al falso. Il secondo modo lo pone come la relazione stessa. Il vero, insomma, deve venire pensato sia come la relazione sia come uno dei suoi momenti (termini). Continue Reading

Il silenzio che sa farsi ascoltare

C’è una bella frase di Heidegger che dice: «Filosofare, alla fine, non significa nient’altro che essere principianti». Principianti, cioè coloro che cominciano qualcosa dall’inizio, che (proprio perché principianti) non presumono né assumono nulla in anticipo, che sono disposti a svolgere un’attività in cui, prima che sulle proprie conoscenze, devono fare affidamento sull’ascolto. Scegliamo questo pensiero (contenuto in una lettera del 1928) come augurio filosofico per il nuovo anno, il sedicesimo della nostra attività online.  Continue Reading