Oh ChatGPT, si senta chi può

In previsione del XX Ritiro Filosofico, che si terrà il 12 e 13 aprile (qui per maggiori informazioni e per iscriversi), pubblichiamo un articolo di Alessandra Campo che affronta alcuni temi affini a quello di RFXX. L’articolo di Alessandra Campo è stato pubblicato sulla rivista Le parole e le cose il 20 marzo 2023. Ringraziamo l’autrice e la rivista per la disponibilità a ripubblicarlo su Ritiri Filosofici.

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Alcune cose, ormai troppe, non si possono dire perché politically uncorrect. Ad esempio, che Chat GPT è umana troppo umana, naturale. Correct è la polarizzazione tra apocalittici e integrati che, anche nei riguardi del nuovo medium, non ha mancato di organizzarsi. I primi affermano spaventati che Chat GPT ci ruberà il pensiero, il lavoro e anche il marito (I divorced my husband for my lover because AI bot ChatGPT told me to – its full response left me ‘shaking’ | The US Sun (the-sun.com). I secondi che ci libererà da un peso, che farà, per noi, il lavoro che odiamo (è la tesi, fra gli altri, di Maurizio Ferraris nel suo Documanità e ripresa, di recente, qui: A chi fa davvero paura l’intelligenza artificiale?- Corriere.it). Anche se il lavoro è scrivere un articolo di filosofia, anche quando lavorare è pensare. Chi, infatti, prova piacere a compilare anziché inventare, a computare anziché scrivere? Chi, tra coloro che non difettano di creatività, non è frustrato dai parametri paritari tanto quanto fratricidi delle più o meno prestigiose riviste cui deve affidare il risultato dei suoi sforzi? E chi, fra costoro, non godrebbe nel dare in pasto ad alcuni revisori quel che vogliono, il famoso pane per i loro, ugualmente famosi, denti, senza sbattersi troppo a simularlo? Continue Reading

I selvaggi dell’intelligenza artificiale

«Quando filosofiamo siamo come selvaggi, come uomini primitivi che ascoltano il modo di esprimersi di uomini civilizzati, lo fraintendono e traggono le più strane esperienze dalle loro erronee interpretazioni».

Questa curiosa quanto pungente metafora di Wittgenstein è riferita al funzionamento di una qualunque macchina o strumento automatico che non conosciamo. Sappiamo cosa accade in simili casi: scrutiamo il dispositivo dall’alto in basso, da destra a sinistra, ne indaghiamo i più piccoli dettagli, formuliamo ipotesi, ne immaginiamo i movimenti. «La macchina sembra già avere in sé il suo modo di funzionare. (…) Usiamo la macchina o l’immagine di una macchina, come simbolo di un determinato modo di funzionare». Continue Reading

Logica e Linguaggio per la Storia

In una conferenza del 1924 sul concetto di tempo, Heidegger sosteneva che «la possibilità di accedere alla storia si fonda sulla possibilità secondo la quale un presente sa essere di volta in volta futuro. (…) La filosofia non arriverà mai a capire la storia fintanto che la analizzerà come oggetto da considerare secondo il metodo. L’enigma della storia risiede in ciò che significa essere storico» e questo enigma è determinato interamente dal modo in cui viviamo il nostro rapporto con il tempo. Continue Reading