Heidegger e il primato della relazione come fondamento (15.I)

Tanto Martin Heidegger quanto Edgar Morin fanno valere il primato della relazione e il modo in cui ne parlano ci sembra particolarmente significativo.

In Kant e il problema della metafisica, Heidegger riflette sul problema kantiano di come sia possibile conoscere e la soluzione che egli indica è volta a sottolineare proprio il valore della relazione.

L’ente, che è ciò che deve venire conosciuto, viene colto bensì come “diverso” dal processo conoscitivo, ma tale da presentare una diversità che non appare “insormontabile”: «Ma per uscir fuori, verso il “diverso”, è necessario essere dentro un medium, nell’ambito del quale si può incontrare questo ente affatto diverso, che non si identifica con l’essere conoscente e che il conoscente non ha nemmeno in suo potere» (Heidegger 1973, 103). Continue Reading

Naturale e artificiale, Cartesio contro Kant

É  la macchina che deve essere come l’uomo o è piuttosto l’uomo ad essere una macchina?  Se la prima domanda ha guidato lo sviluppo tecnologico recente, nella storia della filosofia è la seconda quella che ha tenuto il campo della riflessione. Nella filosofia moderna, prima del celebre l’Homme machine di La Mettrie, è stato Cartesio il primo ad associare gli uomini alle macchine, cercando di stabilire in che misura fosse possibile una somiglianza, se non addirittura un’identità. Assumendo tale prospettiva, il confine tra naturale e artificiale non è un argomento decisivo, come accade invece oggi nel dibattito sulla cosiddetta intelligenza artificiale. Vediamo perché. Continue Reading

L’attualità di fisica e metafisica

Che la domanda cos’è la filosofia? sia già filosofia, è un assunto che questa rivista e le attività di Ritiri Filosofici hanno sempre sposato in pieno. È infatti frequente che il dubbio si rivolga non solo a questioni più specifiche e circoscritte, ma alla natura stessa della speculazione. Questa pratica ricorsiva non deve essere letta come un eccesso formale, piuttosto essa è connaturata alla domanda filosofica e si ripropone continuamente da sé. Con una certa assertività sintetica si potrebbe dire che tutta la filosofia che non si chiede la natura del suo stesso filosofare, muove da una presunzione di verità. Continue Reading

La filosofia e la superbia

Fichte, nella lettera a Jacobi del 30 agosto 1795, scrive: “Noi cominciammo a filosofare per orgoglio (Übermut) e fummo portati così a perdere la nostra innocenza (Unschuld); abbiamo scoperto la nostra nudità e d’allora noi filosofiamo per il bisogno della nostra salvezza (Erlösung)”: questo è l’assunto che propongo a meditazione. Continue Reading

Fondamento e sistema empirico-formale (IV)

Intendiamo concludere la riflessione svolta nei precedenti articoli, e dedicata al tema del fondamento nonché alla sua innegabilità, mediante un’ultima considerazione, che riteniamo vada riservata al sistema empirico-formale.

Per quale ragione? Per la ragione che tale sistema, da un lato, richiede il fondamento come emergente, perché solo se assoluto esso è autentico fondamento.

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Gli ultimi tecnocrati

L’anno appena trascorso ha visto la definitiva affermazione dell’ideologia, dei valori e della politica ispirata alla tecnocrazia. In cosa consistono i suoi principi fondamentali e quali sono le idee che questo movimento di pensiero intende affermare?
Noi di RF abbiamo cominciato ad occuparcene analizzando uno dei testi più rappresentativi, Il momento straussiano, del tedesco naturalizzato americano Peter Thiel, direttore di Palantir,  società americana che sviluppa software per l’intelligenza artificiale. Dopo il nostro articolo sono seguiti numerosi contributi sulla stampa italiana e internazionale, perfino la traduzione italiana del saggio in questione. Continue Reading