«Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere»
(Spinoza, Trattato Politico, I, 4)
Il desiderio come domanda di fondamento
Chiudevo il precedente articolo asserendo che la trasformazione del singolo esistente è determinata dalla consapevolezza di non poter stare, che è consapevolezza di doversi trascendere, intendendo radicarsi in quell’essere che non può non essere. Il desiderio autentico del singolo esistente, quello che determina la trasformazione, è l’istanza di radicamento nel fondamento, è l’intenzione di verità, non il conatus, il Trieb: lo stato di bisogno che caratterizza il finito è determinato dalla sua infondatezza, la spinta ad agire è data dall’istanza di radicamento che impone il trascendimento. Propriamente, l’autentico desiderio dell’ente finito è di oltrepassare quella contraddizione che lo costituisce, ossia risolversi completamente (senza residui) nel Tutto. Continue Reading