Questo articolo è frutto del lavoro congiunto di Alessandro Lattuada e Aldo Pisano entrambi componenti della Redazione di Ritiri Filosofici. L’articolo è il terzo di una serie di contributi che intendono prendere ad esame il rapporto tra filosofia e fisica seguendo le tracce del lavoro del fisico Carlo Rovelli. Qui il primo articolo, qui il secondo.
0. Riflettori che cadono: nulla imago sine perspectiva.
Il fotogramma è estrapolato dal film The Truman show e fa parte di una scena in cui avviene qualcosa di decisivo per l’intera trama. Il protagonista Truman (Jim Carrey) viene mano a mano ad accumulare una serie di indizi, per cui si rende conto di vivere in una realtà simulata in cui tutti sono attori di un grande show e di cui lui stesso è il protagonista. Ora, la vita di Truman è sotto l’obiettivo delle telecamere sin dal suo concepimento, per cui egli crede, grazie alla costruzione di un ambiente fittizio e di capacissimi attori, di essere nella sua ordinaria vita reale. Eppure, tutto inizia a vacillare proprio perché «la caduta dal cielo di un riflettore è un elemento inatteso e incongruo che insinua in Truman il dubbio sull’illusorietà del mondo nel quale egli vive» (Sani, 2016, 94).
