Il concetto di transazione (18.I)

Per indicare il valore prioritario e costitutivo della relazione, si è parlato di “transazione”. Il concetto di “transazione” viene compiutamente tematizzato da John Dewey in un’opera da lui scritta in collaborazione con Arthur Fisher Bentley e intitolata Conoscenza e transazione.

Prendendo in esame le molteplici forme del «conoscere» e il loro rapporto con i «conosciuti», i due Autori precisano che «qualsiasi conoscere (knowing) o qualsiasi conosciuto (know) si stabilisce o meno unicamente attraverso una continua e infaticabile ricerca, e mai sulla base di un qualche presunto “fondamento”, “premessa”, “assioma” o ipse dixit estrinseco» (Dewey – Bentley 1946, 62). Continue Reading

All you need is Attention

L’attenzione secondo l’IA: un Procuste che tortura i viandanti
Alla base della tecnologia dell’ultimo prodotto dell’Intelligenza Artificiale, i Large Language Model (LLMs), c’è un sistema dal nome paradossale: il meccanismo di attenzione. Spiegato in un saggio dal titolo Attention is all you need, il meccanismo di attenzione è il cuore dell’architettura Transformer, la struttura a fondamento degli LLM, la cui funzione è quella di consentire a una rete neurale (così chiamata per analogia con il cervello umano) di tenere traccia di schemi e connessioni all’interno dei dati di input, anche se questi sono situati in modo molto distante tra di loro. Continue Reading

Verso una coscienza artificiale?

«Se alla fine di questa storia dell’intelligenza artificiale, l’uomo dovesse produrre un’entità critica dotata di capacità riflessiva cosciente e autocosciente, allora significa che l’uomo avrebbe partorito l’uomo». Con queste parole (a cui aggiungiamo che allora l’uomo si sarebbe fatto Dio), Aldo Stella ha chiuso il suo intervento al seminario tenutosi all’Università di Chieti lo scorso 18 luglio dal titolo Verso una coscienza artificiale? Il convegno è stato organizzato dal prof. Stefano Sensi, del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e scienze cliniche, e dalla prof.ssa Federica De Felice (vice presidente di Ritiri Filosofici), del dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche e sociali dell’Università D’Annunzio di Chieti. All’evento, che ha visto protagonisti numerosi giovani ricercatori di neuroscienze, ha partecipato anche Antonio Lieto dell’Università di Salerno che ha presentato una relazione sulla fallacia di ascrizione nell’IA a partire dal Test di Turing.  Continue Reading

Che cos’è la filosofia?

Presentiamo ai nostri lettori, per la pausa estiva di agosto, cinque testi di grandi autori che riflettono sulla Filosofia, sul suo ruolo e sulla sua importanza.

Buona lettura e buona estate a tutti!

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Che cos’è la filosofia?
di José Ortega Y Gasset

La filosofia non sorge per utilità e a minor ragione per capriccio irrazionale. Essa è strutturalmente necessaria all’intelletto. Perché? La sua nota peculiare era il piacere di ricercare il tutto come tutto, catturare l’Universo, inseguire l’Unicorno.

Ma per quale ragione un tale affanno? Perché non accontentarsi di ciò che, senza filosofare, troviamo nel mondo, di ciò che già è ed è così chiaro qui dinanzi a noi? Per questa semplice ragione: tutto ciò che è ed è qui, quanto ci è dato, presente ed evidente, è per sua essenza una pura parte, un pezzo, un frammento, un moncone. E non possiamo vederlo senza preavvertire e sentire la mancanza della parte carente. In ogni essere dato, in ogni cosa data, nel mondo incontriamo la sua essenziale linea di frattura, il suo carattere di parte e solo di parte. Vediamo la ferita della sua mutilazione ontologica, ci parla il suo dolore di mutilato, la sua nostalgia della parte che gli manca per essere completo, la sua divina scontentezza. Continue Reading

Filosofia e saggezza

Presentiamo ai nostri lettori, per la pausa estiva di agosto, cinque testi di grandi autori che riflettono sulla Filosofia, sul suo ruolo e sulla sua importanza.

Buona lettura e buona estate a tutti!

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Filosofia e saggezza
di Herman Keyserling

(Oggi) l’elemento astrattamente spirituale non ha neppur lontanamente l’importanza che vi attribuiva il secolo XIX. Vuol dire questo forse che l’elemento spirituale è indifferente?

No, significa tutt’altra cosa e cioè: che il concetto usuale dello spiritualmente reale resta troppo attaccato alla superficie. Che cosa conferisce allo spirito il suo carattere spirituale?

La sua partecipazione al senso. Ove si giunga in qualche modo a mostrare che un certo elemento spirituale ha un significato diverso, vale a dire che esso occupa nel complesso della vita un altro posto rispetto a quello che si pensava prima, si determina perciò stesso in principio l’esistenza reale di uno strato dello spirito posto a una profondità maggiore. Ciò di cui gli esempi presi in esame fanno sentire la necessità non è dunque la sostituzione della psicologia alla filosofia, bensì il raggiungimento di un punto di vista filosofico da cui si possa percepire l’idealismo (nella più larga accezione della parola) come parte d’un tutto più vasto. Se già per Kant la filosofia era implicitamente la dottrina dell’esatta accentuazione del nesso dei significati attribuiti alla vita, per attingere la sua perfezione essa deve prendere quale punto di partenza l’assolutamente ultima istanza del senso accessibile allo spirito umano.

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Che cosa sono analisi e sintesi?

In questa serie di articoli nei quali proviamo ad indagare filosoficamente il significato di alcuni termini di uso comune, non tanto per mostrarne l’errato utilizzo quanto piuttosto per arricchirne il senso e darne una lettura di più ampio respiro, abbiamo per forza avuto un approccio analitico in alcuni momenti. L’analisi, infatti, è uno dei versanti del processo gnoseologico che più comunemente si intende come il nostro processo gnoseologico. L’altro lato di questo promontorio è la sintesi. Analisi e sintesi, quindi, vanno a comporre una diade conoscitiva che per lo più intendiamo come lineare e collegata.

Nel tentativo di proporre una definizione: l’analisi è la scomposizione di un elemento che si vuole conoscere; la sintesi è la ricomposizione alla luce di ciò che si è inteso dello stesso elemento. L’osservazione analitica (lo si dice pure delle persone, dell’approccio che hanno nei confronti del modo di conoscere le cose) è orientata verso i punti che compongono le figure, mentre lo sguardo sintetico ci racconta di una “astrazione” che è riassemblaggio di parti suddivise.  Continue Reading

Il soggetto e la conoscenza

Che il mondo reale si trovi a debita distanza da noi è un fatto apparentemente rassicurante. Dal nostro – in potenza claustrofobico – esilio del pensiero lo si può influenzare, se ne può modificare la struttura. Ciò, inoltre, ci garantisce un rifugio da tutto quello che di spiacevole accade: la mente è dunque rappresentata come una casa dentro la quale, in fondo, non piove – rovesciando il famoso adagio che Calvino aveva ripreso da Dante. 

«Il soggetto pensante, è l’oggetto della Psicologia; il complesso di tutti i fenomeni (il mondo) l’oggetto della Cosmologia» scrive Kant nella Critica della ragion pura (Kant 2005, 258) mentre è impegnato a trovare il collante fra queste due parti, l’anello mancante che permetta di farle dialogare. Il solco che le separa sembra spostarsi sempre un centimetro più in là e Kant ha la necessità di costruire un’enorme fortezza che, come dirà Schopenhauer, si può davvero solo scardinare se non passando da sotto, grazie al potere dell’intelletto.  Continue Reading