Gli ultimi tecnocrati

L’anno appena trascorso ha visto la definitiva affermazione dell’ideologia, dei valori e della politica ispirata alla tecnocrazia. In cosa consistono i suoi principi fondamentali e quali sono le idee che questo movimento di pensiero intende affermare?
Noi di RF abbiamo cominciato ad occuparcene analizzando uno dei testi più rappresentativi, Il momento straussiano, del tedesco naturalizzato americano Peter Thiel, direttore di Palantir,  società americana che sviluppa software per l’intelligenza artificiale. Dopo il nostro articolo sono seguiti numerosi contributi sulla stampa italiana e internazionale, perfino la traduzione italiana del saggio in questione. Continue Reading

Appunti su Terra e mare

Due giorni prima del natale 1942, Ernst Jünger è sul fronte russo, impegnato in una enorme disfatta militare. Sul suo diario, però, ha il tempo e la lucidità di scrivere: «Carl Schmitt è tra i pochi che cercano di valutare gli eventi in base a categorie che non siano di breve respiro come le categorie nazionali, sociali, economiche» (Jünger 1983). Aveva ricevuto, sul Caucaso, quello che Carl Schmitt aveva detto all’amico essere un libricino. Si trattava di Terra e mare. Una riflessione sulla storia del mondo (Schmitt 2002), volumetto a cui Schmitt lavorò proprio nel corso del 1942 – nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale –, quando la sua biografia politica lo aveva già ampiamente compromesso. Dedicato e indirizzato alla figlia Anima Louise, Terra e mare è però un libro che – malgrado il suo carattere apertamente divulgativo e didattico – conferma quanto Jünger aveva abbozzato sul suo diario. Terra e mare, infatti, è un libro sugli “elementi”, una riflessione in cui l’autore, nell’estraniarsi «dagli eventi del giorno, si arrovella intorno ai grandi destini del mondo, a trame di filosofia della storia, a visioni escatologiche. Guarda al fondamentale, all’originario, all’elementare», come scrive il compianto Franco Volpi nel saggio di accompagnamento all’edizione italiana (Schmitt 2002, p. 117). D’altra parte la filosofia è in un certo senso – fin dalle sue origini – studio degli elementi; non soltanto nel senso fisico o naturale, ma anche in quanto ricerca degli equilibri che si celano dietro agli eventi. Continue Reading

XXII Ritiro Filosofico — I conti con Schmitt

Dal 27 al 29 marzo 2026 si terrà il XXII Ritiro Filosofico, dal titolo I conti con Schmitt, e sarà guidato dal prof. Ernesto C. Sferrazza Papa (Sapienza – Università di Roma).

Nella presentazione del ritiro il prof. Sferrazza Papa scrive: «Le crisi sono da sempre banchi di prova per riflessioni radicali. Non è dunque per caso che in un’epoca di crisi quale la nostra, il pensiero di Carl Schmitt, nonostante la sua biografia politica a dir poco compromessa, sia tornato alla ribalta. Schmitt non ha solo proposto teorie radicali sul politico, ma ha anche profetizzato scenari geopolitici con i quali ci troviamo a fare i conti. Il tentativo di questo ritiro filosofico è di interrogare, a partire dall’opera di Carl Schmitt, la nostra epoca». 

Il ritiro, come al solito, si articolerà in tre sessioni (due al sabato, una alla domenica) dove si alterneranno momenti di riflessione a quelli più dinamici del dibattito tra i partecipanti. Le tre sessioni sono:

  1. Introduzione alla filosofia di Carl Schmitt: Il concetto di “politico” e la Teologia politica
  2. Figure del nostro tempo: il terrorista, il pirata, il partigiano
  3. Le guerre contemporanee: verso un nuovo paradigma della violenza globale

È già possibile prenotare la propria partecipazione: le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 18 marzo 2026.
Tutte le info su logistica, prezzi e modalità di partecipazione alla pagina dedicata: clicca qui.

Per ogni informazione: info@ritirifilosofici.it

Shakespeare, as you like it!

Non sono molti i testi critici che hanno tentato di affrontare in maniera sistematica la filosofia che sta a fondamento delle opere di Shakespeare. Il rischio è quello di dire di più di quanto l’autore avesse inteso dire oppure di presentare un generico elenco di temi che poco però riesce a chiarire l’impianto complessivo del suo pensiero: in un rischio simile ad esempio incorre Colin McGinn nel suo Shakespeare filosofo dal momento che quello che presenta lo studioso americano, anziché essere il significato nascosto della sua opera (come recita il sottotitolo), sembra essere piuttosto un insieme di temi eterogenei non legati tra loro da un’idea complessiva. Più coraggiosi ci sembrano invece altri tentativi che, seppure con rischi e contraddizioni, hanno tentato di affrontare in maniera più unitaria il pensiero derivante dalle sue opere teatrali.

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Shakespeare, as you like it!

Non sono molti i testi critici che hanno tentato di affrontare in maniera sistematica la filosofia che sta a fondamento delle opere di Shakespeare. Il rischio è quello di dire di più di quanto l’autore avesse inteso dire oppure di presentare un generico elenco di temi che poco però riesce a chiarire l’impianto complessivo del suo pensiero: in un rischio simile ad esempio incorre Colin McGinn nel suo Shakespeare filosofo dal momento che quello che presenta lo studioso americano, anziché essere il significato nascosto della sua opera (come recita il sottotitolo), sembra essere piuttosto un insieme di temi eterogenei non legati tra loro da un’idea complessiva. Più coraggiosi ci sembrano invece altri tentativi che, seppure con rischi e contraddizioni, hanno tentato di affrontare in maniera più unitaria il pensiero derivante dalle sue opere teatrali.

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