La vita e il pensiero di Leo Strauss

Leo Strauss, nato in Germania nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1973, ha attraversato e vissuto una fetta decisiva della storia del Novecento. Lo ha fatto da cittadino di origini ebraiche, fuggito dal regime nazista nel 1932 (prima in Gran Bretagna, poi negli USA), e da filosofo e critico della modernità. La fortunata carriera accademica avuta negli Stati Uniti e la larga diffusione del suo pensiero hanno permesso anche che le sue idee venissero utilizzate tanto dalla sinistra liberal americana, tanto dalla nuova destra repubblicana. Questo aspetto ermeneutico della filosofia politica straussiana e, soprattutto, della sua lettura postuma, si risolve probabilmente facendo un passo indietro, ovvero tornando a riflettere direttamente sui testi del filosofo tedesco. 

Anche per questi motivi il XXIII Ritiro Filosofico, in programma dal 23 al 25 ottobre 2026, è dedicato alla figura e al pensiero di Leo Strauss. Il volto di Medusa della modernità: Leo Strauss tra storia della filosofia e filosofia politica è il titolo scelto dal prof. Carlo Altini, che condurrà il Ritiro. Carlo Altini è uno dei maggiori esperti di Leo Strauss, autore della prima biografia intellettuale a livello internazionale del filosofo tedesco, che ha analizzato a lungo aspetti centrali anche nella filosofia straussiana, ovvero le origini, gli sviluppi e la crisi della modernità filosofica e politica. 

Dopo l’ultimo ritiro filosofico dedicato a Carl Schmitt ci sembrava naturale riservare uno spazio all’altra grande figura della filosofia politica novecentesca, per certi versi agli antipodi con Schmitt. In polemica con gli ambienti intellettuali dominanti, Strauss ha lavorato al recupero delle tradizioni di pensiero biblica e antica. La difesa della tradizione occidentale, messa in crisi, secondo Strauss, dalle propaggini dell’Illuminismo e dall’essenza filosofico-politica della modernità, si ramifica in alcune riflessioni di ampio respiro che restituiscono un pensiero filosofico complesso e radicale il cui nucleo teorico risiede nella critica al relativismo e allo storicismo contemporanei, rei di aver condotto il pensiero occidentale al nichilismo. Per Strauss, la salvezza della filosofia politica richiede la riscoperta del diritto naturale antico e di un’ermeneutica volta a decifrare l’insegnamento esoterico nascosto dai classici tra le righe per difendersi dalla persecuzione. In questo orizzonte emerge la fondamentale tensione tra ragione e rivelazione, simboleggiata dal rapporto tra Atene e Gerusalemme, quale fonte inesauribile del pensiero occidentale.

Come scrive nella presentazione del Ritiro il prof. Carlo Altini, «nella storia della filosofia politica la figura di Leo Strauss non è importante solo in sé (per le sue indagini sul diritto naturale antico e moderno, per la sua teoria ermeneutica, per le sue riflessioni sul rapporto tra Atene e Gerusalemme, per la sua interpretazione della “querelle des anciens et des modernes”), ma anche come testimone delle contraddizioni della modernità messe in evidenza dalla cultura tedesca dopo Nietzsche e come caleidoscopio attraverso cui rileggere le speranze e le illusioni dell’illuminismo». 

In questo presente frammentato e conflittuale, in cui l’Occidente – segnato da una profonda crisi delle democrazie e dal proliferare di imponenti populismi – sembra avviato verso un tramonto inevitabile e sostanziale, interrogare Leo Strauss può permetterci di allontanare lo sguardo e guardare lo sviluppo delle idee, non soltanto i loro esiti nella realtà. 

Il programma del Ritiro, un profilo biografico del prof. Carlo Altini, una bibliografia di base e tutte le informazioni necessarie sono raggiungibili alla pagina dedicata al XXIII Ritiro Filosofico. 

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