Le tesi di Evola in merito al tema dell’unità europea sono completamente anticonvenzionali e proprio per questo meritano di essere prese in considerazione. In passato avevamo già visto quelle di Emanuele Severino, per niente rassicuranti. Evola, scomparso quasi 51 anni fa, è ancora più netto e, sebbene non escluda margini di manovra, pone in serio dubbio le prospettive che, fino ad oggi, hanno tenuto il campo nel dibattito politico e culturale della costruzione europea. Continue Reading
L’individuo assoluto di Evola
Nella filosofia italiana esiste un pensatore rimosso, oggetto di vera e propria avversione, che risponde al nome di Julius Evola (1898-1974). Le ragioni dell’ostracismo da parte della cultura ufficiale e universitaria sono numerose e, per certi aspetti, anche comprensibili. Ma non è questo che ci interessa. Quello che importa o dovrebbe importare a chi si occupa di cultura, e soprattutto di filosofia, è discutere tesi e argomenti aventi plausibilità e forza teoretica capaci di smuovere l’intelletto. E gli argomenti del pensatore romano sono numerosi. Intanto, come appare evidente a chi si addentra nella sua opera, esistono tanti periodi in cui il filosofo (anche se questa definizione sarebbe respinta dall’interessato) ha cambiato registro speculativo e dato il suo contributo in differenti aspetti del sapere. Esiste così l’Evola artista, l’Evola filosofo, l’Evola mago, l’Evola orientalista, l’Evola teorico della politica. A prescindere dalle sensibilità e dagli orientamenti personali, la sua è un’opera straordinaria per erudizione, genialità e vastità di orizzonti tale che non si può liquidare con formule superficiali o becere.
L’Evola filosofo è quello che, dopo il periodo dadaista, ripensa in modo radicale gli esiti dell’idealismo, inteso come il punto più alto dello sviluppo della filosofia. A partire da ciò, egli elabora un pensiero che si definisce come dottrina dell’individuo assoluto o dell’idealismo magico. Le opere di riferimento a questo proposito sono diverse: da Teoria dell’Individuo assoluto a Fenomenologia dell’Individuo assoluto, da L’uomo come Potenza (poi riscritto e diventato Lo Yoga della Potenza) a Saggi sull’Idealismo magico, fino alle due conferenze riportate nel volume L’Individuo e il suo divenire nel mondo. Siamo nel periodo che va dal 1922 al 1929, anni caratterizzati anche da un importante scambio epistolare con i due giganti dell’idealismo italiano, Croce e Gentile. Continue Reading
Evola e Guénon, due pensatori al di là dell’ordinario
Nell’analisi del rapporto tra Oriente e Occidente un ruolo fondamentale spetta a due grandi figure del pensiero del novecento: Julius Evola e René Guénon. Come ha scritto lo storico e filosofo Andrea Scarabelli, «i due furono attenti diagnosti della crisi della modernità, costituendo quasi un unicum in quel panorama frastagliato ed eterogeneo che siamo soliti chiamare Kulturcrisis». Ai due si può aggiungere anche il nome del tedesco Oswald Spengler soprattutto a motivo della distinzione, utilizzata da tutti e tre per leggere lo sviluppo storico delle società umane, tra Kultur (Civiltà) e Zivilisation (Civilizzazione). Si tratta di un’opposizione nata nell’ambito della cultura tedesca in cui il termine negativo è quello di Zivilisation in quanto indica, secondo le parole dello stesso Guénon, «la tendenza a ridurre ogni cosa al solo punto di vista quantitativo, tendenza talmente radicata nelle concezioni scientifiche degli ultimi secoli (…) da permettere di definire la nostra epoca il regno della quantità». Continue Reading