L’attenzione secondo l’IA: un Procuste che tortura i viandanti
Alla base della tecnologia dell’ultimo prodotto dell’Intelligenza Artificiale, i Large Language Model (LLMs), c’è un sistema dal nome paradossale: il meccanismo di attenzione. Spiegato in un saggio dal titolo Attention is all you need, il meccanismo di attenzione è il cuore dell’architettura Transformer, la struttura a fondamento degli LLM, la cui funzione è quella di consentire a una rete neurale (così chiamata per analogia con il cervello umano) di tenere traccia di schemi e connessioni all’interno dei dati di input, anche se questi sono situati in modo molto distante tra di loro. Continue Reading
Naturale e artificiale, Cartesio contro Kant
É la macchina che deve essere come l’uomo o è piuttosto l’uomo ad essere una macchina? Se la prima domanda ha guidato lo sviluppo tecnologico recente, nella storia della filosofia è la seconda quella che ha tenuto il campo della riflessione. Nella filosofia moderna, prima del celebre l’Homme machine di La Mettrie, è stato Cartesio il primo ad associare gli uomini alle macchine, cercando di stabilire in che misura fosse possibile una somiglianza, se non addirittura un’identità. Assumendo tale prospettiva, il confine tra naturale e artificiale non è un argomento decisivo, come accade invece oggi nel dibattito sulla cosiddetta intelligenza artificiale. Vediamo perché. Continue Reading
Pensare la mente dentro l’infinito
Nella discussione sull’intelligenza artificiale ricorre continuamente la questione del rapporto tra mente umana e mente della macchina. La preoccupazione è quella di stabilire la superiorità della prima rispetto alla seconda, ricercando quei limiti oltre i quali per natura o per qualche altro motivo la mente della macchina non può superare la capacità di quella umana. Continue Reading
Oh ChatGPT, si senta chi può
In previsione del XX Ritiro Filosofico, che si terrà il 12 e 13 aprile (qui per maggiori informazioni e per iscriversi), pubblichiamo un articolo di Alessandra Campo che affronta alcuni temi affini a quello di RFXX. L’articolo di Alessandra Campo è stato pubblicato sulla rivista Le parole e le cose il 20 marzo 2023. Ringraziamo l’autrice e la rivista per la disponibilità a ripubblicarlo su Ritiri Filosofici.
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Alcune cose, ormai troppe, non si possono dire perché politically uncorrect. Ad esempio, che Chat GPT è umana troppo umana, naturale. Correct è la polarizzazione tra apocalittici e integrati che, anche nei riguardi del nuovo medium, non ha mancato di organizzarsi. I primi affermano spaventati che Chat GPT ci ruberà il pensiero, il lavoro e anche il marito (I divorced my husband for my lover because AI bot ChatGPT told me to – its full response left me ‘shaking’ | The US Sun (the-sun.com). I secondi che ci libererà da un peso, che farà, per noi, il lavoro che odiamo (è la tesi, fra gli altri, di Maurizio Ferraris nel suo Documanità e ripresa, di recente, qui: A chi fa davvero paura l’intelligenza artificiale?- Corriere.it). Anche se il lavoro è scrivere un articolo di filosofia, anche quando lavorare è pensare. Chi, infatti, prova piacere a compilare anziché inventare, a computare anziché scrivere? Chi, tra coloro che non difettano di creatività, non è frustrato dai parametri paritari tanto quanto fratricidi delle più o meno prestigiose riviste cui deve affidare il risultato dei suoi sforzi? E chi, fra costoro, non godrebbe nel dare in pasto ad alcuni revisori quel che vogliono, il famoso pane per i loro, ugualmente famosi, denti, senza sbattersi troppo a simularlo? Continue Reading
XX Ritiro Filosofico: filosofia e AI
Questa settimana il nostro rituale articolo domenicale viene sostituito da una notizia che la Redazione di RF è felicissima di poter condividere cont tutti i suoi lettori: il XX Ritiro Filosofico si svolgerà il 12 e 13 aprile 2025. Per la prima volta il ritiro si svolgerà presso l’Agriturismo Fonte Antica, situato a Campi di Norcia (PG), all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Cervelli rigidi: spazio a misura di IA e riduzione della complessità
L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle diverse dimensioni della vita ha già avuto un impatto profondo sul modo in cui il soggetto si relaziona con l’ambiente, nonché il senso stesso della soggettività. Il mutamento dello status ontologico è triplice: il soggetto, l’oggetto e la relazione che intercorre fra i due. L’identità, nell’era dell’on-life (Floridi, 2017), è divisa fra lo spazio del virtuale e lo spazio fisico. Le nuove generazioni condividono questa strutturale scissione fra uno spazio fisico e lo spazio virtuale che si fa sempre più ampio, de-corporizzato, de-storicizzato ma non meno reale.
