Creazionismo: che sia il capolinea?

Pochi giorni fa, mi sono casualmente imbattuto in una notizia che, se dovesse dimostrarsi attendibile, potrebbe modificare dare una svolta decisiva all’annosa questione in merito alla comparsa della vita sulla Terra. È probabilmente superfluo esporre le tesi dei due schieramenti che, di fatto, da sempre si confrontano e si scontrano a proposito di questo evento che rappresenta la radice prima della nostra stessa possibilità di esserci. Volendo trascurare, magari solo preliminarmente, speculazioni a carattere filosofico che, a mio avviso, potrebbero risultare più che sufficienti a risolvere la cosa, non posso fare a meno di citare questa scoperta, la cui portata è direttamente proporzionale al velo con il quale è stata celata. Nel riferirvela, mi appoggio ad uno studio scientifico risalente ormai al 2009 condotto da un’equipe di scienziati di tutto il mondo, ma la cui azione coordinatrice faceva capo a niente meno che la NASA (non si sta parlando quindi di uno studio a tempo perso). I documenti in merito sono ancora molto pochi, tuttavia, la semplice scoperta di questa notizia ha solleticato e non poco la mia fantasia, nella speranza che finalmente la scienza possa dare un’ulteriore – e perché no, ultima- stangata al misticismo dilagante delle religioni. Tutto parte dalla caduta di un piccolissimo meteorite nel deserto Nubiano, circa 600 frammenti del peso approssimativo di 5kg, della cui raccolta si sono occupati 150 studenti dell’Università di Khartoum in Sudan, per poi affidare il tutto al più esperto team della Nasa guidato da Peter Jenniskens (astronomo Nasa dell’Ames Research Center, Moffet Field, California) e dal SETI Institute (Mountain View, California). Dagli studi successivi è emersa la presenza di diversi composti chimici complessi, molecole organiche e soprattutto amminoacidi, che sono la base della vita per come noi la conosciamo. I ricercatori ritengono che gli aminoacidi presenti sul meteorite o siano “arrivati” in seguito ad impatti oppure che si siano formati direttamente da gas intrappolato durante il raffreddamento dell’asteroide successivo a collisioni giganti. Andando oltre tali questioni di carattere principalmente scientifico, resta il fatto che siamo in presenza di una scoperta che potrebbe rivelarsi decisiva: nessuna forza soprannaturale, nessun intervento divino indirizzato ad alterare le leggi spazio-temporali che in precedenza egli stesso aveva creato, nulla di tutto ciò, si tratta di un “semplice” processo chimico, ancora da definire questo è ovvio, ma pur sempre il frutto della necessità e null’altro. Che sia il colpo di grazia per il creazionismo?! Ancora non possiamo dirlo, ma nel frattempo qui potrete accedere direttamente al rapporto fatto dall’equipe della NASA (è in inglese) e approfondire la questione, fiduciosi che prima o poi la razionalità potrà trionfare sul bieco dogmatismo.

Andrea Cimarelli è laureato in filosofia con una tesi su Emanuele Severino e la lettura dell'Eterno Ritorno nietzschiano. Si è occupato di Nietzsche e di Giorgio Colli.

11 Comments

  1. Grazie per la segnalazione. Per rimanere in tema -e che tema!- vi segnalo un articolo (http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-19184370) apparso recentemente su BBC News, nel quale si da conto delle ultime scoperte sul campo, le quali confermano quanto i paleoantropologi sostengono da tempo: per centinaia di migliaia di anni sulla terra hanno convissuto diverse specie di uomini. Il creatore avrebbe fatto delle prove prima di scegliere la “specie eletta” o era nel suo disegno (non troppo) intelligente trarre dalla molteplicità delle specie umane quella che poi si è affermata determinando l’estinzione delle altre? Ma i creazionisti non demordono: lo sapeva bene Primo Levi che, tanti anni fa, in un articolo su La Stampa, di fronte ad un teologo morale che aveva sostenuto come il creato fosse “uno dono di Dio all’uomo”, lo aveva delicatamente preso in giro chiosando: “Anche le Pleiadi? Anche la Nebulosa di Orione? Un dono fatto all’uomo 15 miliardi d’anni prima che nascesse, e destinato a sussistere almeno altrettanto dopo che della nostra specie sarà estinta anche la memoria?” (Primo Levi, L’altrui mestiere, p. 47).

  2. Vista l’amicizia che mi lega ad Andrea (l’autore dell’articolo) ho potuto leggere prima che venisse pubblicato l’articolo che mi accingo a commentare, ed ho potuto anche parlarne con lui. Avevo aggiunto alcune mie considerazione che ora vi elenco: in America la frangia dei “creazionisti” sta facendo breccia nelle coscienze di molti cittadini, qualsiasi sia la loro inclinazione religiosa, basta che vi sia il concetto di “creazione” a capo di essa.
    Questa frangia è talmente potente che è riuscita ad immettere nel dibattito culturale (?) americano la questione dell’annullamento dello studio della teoria evoluzionista di Darwin nelle scuole pubbliche, e dell’introduzione di un corso di studi di creazionismo. Credo di ricordare che perfino una corte di giustizia abbia emesso una sentenza che negava la possibilità di cancellare l’insegnamento della teoria evoluzionista nelle ore di Scienze Naturali, nelle scuole americane, coerentemente con la libertà di pensiero e di circolazione delle idee che troviamo nella costituzione degli Usa.
    Ma tant’è che ciò mi fa venire i brividi.
    Per un semplice motivo: la stragrande maggioranza dei credenti-creazionisti crede che annullando lo studio nelle scuole di una teoria scientifica si possa automaticamente far passare il modello creazionista come reale, vero. Non c’è peggior modo per poter affermare ciò che si pensa, è una modalità infima.
    Ma allo stesso tempo vorrei fare una riflessione più filosofica, ed un po’ meno politica, ponendo un quesito, che va anche a toccare più specificatamente l’articolo: perché è così difficile capire che vi è una distanza immensa tra ciò che la razionalità scientifica può dimostrarci, e ci dimostra come in questo caso, e ciò che invece una mentalità religiosa vuole imporci? Perché, insomma, si continua a mettere in relazione scienza e fede, si continua a porli in contrapposizione, mentre – mi sembra evidente – siano così lontani, così distanti?

  3. un intervento a gamba tesa, che magari causerà la mia espulsione… 😉
    premettendo che penso sia inevitabile che all’annullamento della fede in un “Creatore” si proceda automaticamente con la sua sostituzione in qualcosa d’altro (facilmente di materiale, in modo più articolato immateriale: l’uomo ne ha la necessità dà sempre, sia esso il fuoco, il sole, la pioggia), il dimostrare false le teorie creazioniste dovrebbe portare automaticamente a considerare Verità l’ipotesi darwiniana? Non sono così “addentro”, ma aveva un buco anch’essa se non ricordo male.
    Ho sempre fatto notevole fatica a comprendere il perché si voglia togliere al Fedele la speranza che ci sia un Dio Creatore: dovrebbe facilitare la liberazione delle menti umane dalla schiavitù ad un centro di potere che solo è in grado di interpretare e condurre allo stesso Dio?
    Tra l’altro, potrei sempre supporre altre infinite possibilità di “fecondazione” del meteorite. Non è questo il punto, non è così che si ucciderà Dio. L’unica via per riuscire in queso “miracolo” è fare quanto lui ha fatto: sconfiggere la morte, donare la vita eterna al genere umano.

    1. Ossignore Michele…davvero benvenuto. E non lo dico con l’ipocrisia pelosa che troveresti in certuni blog o pagine a carattere religioso o affine. Benvenuto davvero in questo giardino di menti libere e aperte al confronto.
      Lasciati allora, con la stessa amichevole ironia, trattare un po’ da panda. E’ bello sapere che ce ne sono ancora, ma come tali l’istinto mi impone di trattare te e le tue riflessioni. Ma davvero credi che “…all’annullamento della fede in un “Creatore” si proceda automaticamente con la sua sostituzione in qualcosa d’altro”? E perché mai, caro Michele? Pensavo che col Nilo e gli Egiziani avevamo chiuso un po’ tutti, credenti e non, con questa storia del dover inchinarsi per forza a Qualcosa o a Qualcuno. Ormai lo sa anche uno studente al primo anno di antropologia che a venerare qualcosa automaticamente, come gli scimmioni della scena iniziale di 2001 Odissea nello spazio col Meteroite, sono rimaste per l’appunto solo civiltà primitive o ceti culturalmente sottosviluppati. Ovvio che la teoria darwiniana ha delle toppe e delle lacune da colmare, ma ti ricordo che la Scienza funziona da quattrocento anni circa proprio così, per tentativi ed errori, e (pensa) non solo non ne ha vergogna, ma si fa addirittura vanto di questo. La cosa bizzarra (per usare un eufemismo), caso mai, è proprio quella evocata da Andrea e da Saverio, ovvero che le due tesi siano ancora poste quasi… sullo stesso piano, come se secoli di dimostrazioni, esperimenti, dimostrazioni compiute faticosamente dalla scienza a favore dell’evoluzionismo potessero avere sulla bilancia lo stesso peso di ZERO (dico ZERO) controdimostrazioni dell’esistenza di un Dio creatore. Non lo trovi buffo, caro Michele? Sarebbe come se a un Processo l’accusa portasse a sostegno della propria tesi testimonianze, arma del delitto, indizi a pioggia, confutazione degli alibi, e la difesa se la cavasse dicendo…non è vero, io non c’ero e voi ce l’avete con me. Punto. Per non aprire la parentesi (gigantesca) che restando sul piano della metafora penale, a dover dare dimostrazione della propria ESISTENZA dovrebbero essere appunto DIO e i suoi sostenitori, e non il contrario (gli atei): ai miei studenti dico da sempre scherzando che…il primo che riceve una Mail da Dio, o anche solo un piccolo sms, è autorizzato a svegliarmi anche nel cuore della notte, anche tra cinquant’anni.
      Ed ora vale anche per te, caro Michele, e nostro (spero) nuovo amico.
      (p.s. la Morte, ahimé, non è stata ancora battuta. Anzi la sua cultura e il suo radicamento non sono mai stati così forti e profondi come oggi. Solo per la cronaca.)

      1. Giovanni, se hai degli studenti sei professore.
        E non riesci a vedere che nella società che cerchi di formare la sostituzione di un Dio con “altro”, qualsiasi cosa essa sia, è automatico? Non credo sia necessario farti degli esempi, mi
        auguro di non aver inteso appieno il tuo concetto.

        ps: Il Panda mi piace!

        perdona se sono stato brevissimo, ma ho un volo in partenza… spero. WindJet, farà il miracolo ‘sto Dio?

        1. …altroché se lo vedo, caro Michele. Fenomenologicamente è un continuo susseguirsi e moltiplicarsi di significati cercati o addirittura creati. Molti di quelli che scrivono qui hanno un debito profondo col pensiero di Severino, e sanno come, a livello macro, oggi sia la Tecnica ad aver colmato quel vuoto lasciato dalla morte di Dio, come fecero a suo tempo il cristianesimo, il comunismo, il capitalismo…per citare solo i contenitori storicamente più rilevanti. Ma questo evidentissimo bisogno di fabbricarsi un Senso (e quindi una direzione) è proprio quello che cercavo di contestare. E’ il male, non la medicina. Nietzschianamente ti direi che non perché gli uomini hanno bisogno di dare un senso alle loro vite, allora quel senso esista davvero. In fondo la vera portata salvifica (essa sì) dell’evoluzionismo, per non uscire dai binari del post, è proprio questa: aver smontato pazientemente la secolare “balla” (perdona l’espressione) del finalismo, senza il quale ogni dio e ogni escatologia si sgonfiano come palloncini bucati da uno spillone, cioé all’istante. E il poco che ho imparato, credimi, è proprio che dietro quella bandiera del senso e del significato da imporre che si nascondono da sempre il seme della violenza (Girard) e i più pericolosi nemici della vera umanità…ma questa è un’altra storia, magari buona per un altro post.
          Ti auguro una serena vacanza: sei nelle mani di due piloti della WindJet, quindi due uomini, quindi verosimilmente sicure: ringrazia loro quando scendi dalla scaletta invece di strabuzzare gli occhi al Cielo… 🙂
          A presto Panda

  4. Gentile Michele, nessuna gamba tesa e nessuna espulsione: questo è un ritrovo di discussione e ogni opinione -pacatamente esposta, come la tua- ha il suo spazio. Benvenuto su RF.

  5. Il problema del creazionismo e delle teorie che da esso discendono è di carattere logico e di buon senso. Come si giustifica infatti l’idea secondo la quale un ente puramente spirituale, quale è appunto Dio, possa essere la causa di qualcosa che non appartiene alla sua natura, cioè la materia? Che cosa hanno in comune spirito e materia perché qualcosa di non materiale, cioè lo spirito, possa produrre qualcosa di materiale? Questa è la domanda fondamentale alla quale non si è ancora data risposta da parte della speculazione cristiana per la giustificazione del creazionismo.
    In merito alla speranza di cui parla il nostro ospite, non riesco a comprendere poi (e per questo attendiamo tutti una spiegazione) come può essere buona la notizia della speranza “che ci sia un Dio creatore” visto e considerato che la sua decisione di creare, da una parte, è frutto della sua imperscrutabile volontà e, dall’altra, è perfettamente equivalente alla sua decisione di non creare e di lasciare qualcosa nel nulla eterno.
    In realtà, a meno di una qualche argomentazione quantomeno ragionevole, a queste domande si può rispondere soltanto con la fede, il cui esercizio noi riteniamo perfettamente libero. A patto però che anche chi non crede e utilizza la ragione possa essere lasciato libero di pensare e di argomentare diversamente.

    1. Maurizio, sono perplesso.
      Non vedo provenire dalla fede altrui alcuna limitazione di libertà all’uomo moderno nel poter fare ciò che più lo aggrada.
      Se addirittura nel fare, figurarsi nel pensare e argomentare.

      Peraltro, se il creazionista è credente, il tuo buon senso razionale non sarà mai per lui luce e guida nell’operare e nel pensare.

      Voglio infine riflettere sul definire il creazionismo un problema: perché non una opportunità, piuttosto, di potere ancor meglio e più a fondo giustificare il proprio essere vivente da parte dello scienziato razionale?
      Vedere un problema nella possibilità che questo pensiero assurdo (in quanto contrario al buon senso) coinvolga e/o plagi qualche essere umano in cerca di un perché al suo esistere, un senso alla sua finitezza, mi appare prodromico della volontà di imporre le proprie posizioni all’altro. Che è ciò che ci si augurava di evitare, piuttosto e anzichenò! (cit.)

      [grazie Mauro]

      Un saluto in partenza per le ferie, è stato fin qui un piacere.

  6. Aggiungo una breve storiella (che sicuramente avrete già letto). Non dimostra nulla, non so neppure se sia vera o inventata da qualche creazionista o simili; però trovo dia la corretta chiave di lettura alla convivenza fra “razionalisti” e “fedeli”.
    Non so nulla di filosofia, fate citazioni che per me sono arabo. Ma sono parecchio curioso (il Panda lo è?) e mi son sempre domandato perché sempre si cerchi di uccidere Dio (qualsiasi esso sia purché inteso come governatore dell’universo), di dimostrarne l’inesistenza (con rabbia anche, perché dovrebbe essere la sua esistenza ad esser provata!). Certo, su questa bugia si fondano realtà di potere, si muovono fiumi di denaro… ma pensare che al fedele si faccia un favore cancellando Dio dalla sua esistenza mi lascia perplesso.
    Per dire… non riuscirò mai a misurarmi con voi sul vostro piano, ma posso fare la voce fuori dal coro, quello che rompe i maroni e problematizza. Insomma… posso farvi da palestra per quando andrete nel mondo ad evangelizzare per conto della scienza! 😉

    Buon Ferragosto a tutti, un saluto riverente al prof.

    Michele
    ————————————-

    Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

    “Dio creò tutto quello che esiste? “ ”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “
    “Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.
    Sì signore, rispose il giovane.
    Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”.

    Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

    Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
    “Logico, fu la risposta del professore.
    Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”

    “Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”
    Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore”.

    “E… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”.
    Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!
    Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”. Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”.

    E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”
    Lo studente rispose: “Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male…
    Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

    Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.

    Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”.

    La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.

    Dio è una realtà “non tangibile” ma abita nel nostro cuore impariamo ad ascoltarlo…

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