Heidegger e il primato della relazione come fondamento (15.I)

Tanto Martin Heidegger quanto Edgar Morin fanno valere il primato della relazione e il modo in cui ne parlano ci sembra particolarmente significativo.

In Kant e il problema della metafisica, Heidegger riflette sul problema kantiano di come sia possibile conoscere e la soluzione che egli indica è volta a sottolineare proprio il valore della relazione.

L’ente, che è ciò che deve venire conosciuto, viene colto bensì come “diverso” dal processo conoscitivo, ma tale da presentare una diversità che non appare “insormontabile”: «Ma per uscir fuori, verso il “diverso”, è necessario essere dentro un medium, nell’ambito del quale si può incontrare questo ente affatto diverso, che non si identifica con l’essere conoscente e che il conoscente non ha nemmeno in suo potere» (Heidegger 1973, 103).

Il processo conoscitivo, che consente al soggetto di cogliere l’oggetto nel suo essere, è possibile – sempre secondo Heidegger – ad una sola condizione: a condizione che l’oggetto, nella sua verità, non sia irrimediabilmente altro rispetto alla conoscenza, cioè solo a condizione che tra oggetto e conoscenza vi sia una relazione originaria e fondante che egli definisce «apertura (Offenheit)» e che, nel passo citato, viene indicata con l’espressione «medium».

Prosegue Heidegger: «La conoscenza deve quindi “uscir fuori” da ciò cui necessariamente ‘si arresta’ il puro pensiero, quando è in sé svincolato. Questo “rapporto” con ciò che è “affatto diverso” è detto da Kant sintesi (sintesi veritativa)» (Ibidem). E ancora: «Solo una conoscenza vera è conoscenza. Ma verità significa “accordo con l’oggetto”. Pertanto, si deve poter incontrare, fin da principio, ciò con cui è possibile l’accordo, ossia ciò che fa da regola e dà la misura. Bisogna che fin da principio l’orizzonte di ciò che si obietta sia aperto e percettibile come tale. Quest’orizzonte è la condizione della possibilità dell’oggetto, relativamente alla sua possibilità di obiettazione» (Ivi, p. 105).

L’apertura originaria riveste, dunque, un valore fondamentale. Essa, per Heidegger, costituisce l’essenza stessa della verità e la si potrebbe definire come quel rapporto che consente ogni altro rapporto, incluso quello conoscitivo: «Questo riferimento alla cosa, da parte del giudizio che se la appresenta, è l’attuazione di quel rapporto che originariamente e ogni volta si realizza in un rapportarsi. Ma ogni rapportarsi è caratterizzato dal fatto che, stando nell’aperto, si riferisce a ciò che è manifesto come tale. […] Il rapportarsi è lo stare aperto sull’ente. Ogni relazione che sta aperta è un rapportarsi» (Heidegger 1988, 15-16).

Commenta in nota Umberto Galimberti: «Il rapporto (Verhältnis) tra l’orizzonte appresentativo (apertura – die Offenheit) e l’ente appresentato, manifesto (das Offene) è originario» (U. Galimberti, in Heidegger 1988, 16).

Anche per Heidegger, dunque, la relazione è originaria e Galimberti lo sottolinea in termini molto chiari. Qui l’originarietà della relazione vale come quel fondamento o, meglio, come quella verità che è ancora più basilare della verità intesa come adaequatio rei et intellectus: non si potrebbe parlare di “accordo” tra l’intelletto umano e la realtà, infatti, se essi non fossero da sempre “aperti” l’una all’altro e, cioè, posti in una relazione originaria.

 

Riferimenti bibliografici
– Heidegger, Martin. 1973. Kant und das Problem der Metaphysik, Frankfurt am Main: V. Klostermann (citato nel testo in trad. it. di Reina, riv. da V. Verra. 1981. Kant e il problema della metafisica. Roma – Bari: Laterza)
– Heidegger, Martin. 1988. Vom Wesen der Wahrheit. Zu Platons Höhlengleichnis und Theätet, in M. Heidegger, Gesamtausgabe, II. Abteilung: Vorlesungen 1923-1944, Band 34, Frankfurt am Main: V. Klostermann (citato nel testo in trad. it a cura di Galimberti. 1977. Sull’essenza della verità. Brescia: La Scuola)

 

Foto di Alev Takil su Unsplash

 

 

Università per Stranieri di Perugia e Università degli Studi di Perugia · Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Filosofia teoretica - Filosofia della mente - Scienze cognitive

Lascia un commento

*