Figure del cieco: l’artista e il filosofo in una lettura derridiana

Attraverso Derrida possiamo abbozzare un tentativo di decostruire la semantica del visibile insita allo sforzo filosofico come sia profondamente strutturata nell’impensato della cecità come contraltare gnoseologico-estetico per ripensare la condizione del filosofare, simile a quella dell’artista che lavora sulla soglia tra visibile e invisibile.

Through Derrida we can sketch an attempt to deconstruct the semantics of the visible inherent in the philosophical effort as it is deeply structured in the unthought of blindness as a gnoseological-aesthetic counterpart to rethink the condition of philosophizing, like that of the artist who works on the threshold between visible and Invisible.  Continue Reading