I conti con Schmitt

Già il titolo del Ritiro prevedeva un compito arduo: I conti con Schmitt. Come si fanno i conti con un filosofo così spigoloso, la cui compromessa biografia si affaccia continuamente nell’analisi dei suoi testi? I conti con Carl Schmitt è necessario farli, però, come ha mostrato il professor Ernesto Sferrazza Papa nel corso dei tre giorni del XXII Ritiro Filosofico, poiché il nostro è un tempo schmittiano. E, forse, provocatoriamente ma nemmeno troppo, potremmo dire che tutti i tempi sono tempi schmittiani.

Schmitt, infatti, è un pensatore che si muove all’interno di categorie come crisi, conflitto, disordine, guerra e sui lembi di queste ritaglia il proprio sguardo. Un pensatore radicale, non tanto e non soltanto per il carattere estremo del suo pensiero, quanto piuttosto perché egli è andato alla radice delle idee che lo interessavano. Continue Reading

Appunti su Terra e mare

Due giorni prima del natale 1942, Ernst Jünger è sul fronte russo, impegnato in una enorme disfatta militare. Sul suo diario, però, ha il tempo e la lucidità di scrivere: «Carl Schmitt è tra i pochi che cercano di valutare gli eventi in base a categorie che non siano di breve respiro come le categorie nazionali, sociali, economiche» (Jünger 1983). Aveva ricevuto, sul Caucaso, quello che Carl Schmitt aveva detto all’amico essere un libricino. Si trattava di Terra e mare. Una riflessione sulla storia del mondo (Schmitt 2002), volumetto a cui Schmitt lavorò proprio nel corso del 1942 – nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale –, quando la sua biografia politica lo aveva già ampiamente compromesso. Dedicato e indirizzato alla figlia Anima Louise, Terra e mare è però un libro che – malgrado il suo carattere apertamente divulgativo e didattico – conferma quanto Jünger aveva abbozzato sul suo diario. Terra e mare, infatti, è un libro sugli “elementi”, una riflessione in cui l’autore, nell’estraniarsi «dagli eventi del giorno, si arrovella intorno ai grandi destini del mondo, a trame di filosofia della storia, a visioni escatologiche. Guarda al fondamentale, all’originario, all’elementare», come scrive il compianto Franco Volpi nel saggio di accompagnamento all’edizione italiana (Schmitt 2002, p. 117). D’altra parte la filosofia è in un certo senso – fin dalle sue origini – studio degli elementi; non soltanto nel senso fisico o naturale, ma anche in quanto ricerca degli equilibri che si celano dietro agli eventi. Continue Reading