Damasio e l’ambiguità della rappresentazione

Il tema della “costruzione” o della “ricostruzione” dell’oggetto è della massima importanza. Se, infatti, si parla di “costruzione”, allora si riconosce che l’oggetto non è assolutamente indipendente dal soggetto, ma solo relativamente indipendente. La sua indipendenza, cioè, consiste nel fatto che il soggetto non crea l’oggetto, ma lo modella, cioè ne rileva la presenza nelle forme che sono proprie del sistema di rilevamento che egli è in quanto “soggetto”. Di contro, se si parla di “ricostruzione” dell’oggetto, allora ci si rifà ad una posizione realista, giacché si pensa che l’oggetto sia assolutamente indipendente dal soggetto, il quale ricostruisce l’oggetto nella sua mente, riproducendolo proprio così come esso è nella sua indipendenza. Abbiamo già fatto notare, nello scorso articolo, come a noi sembri insostenibile questa tesi: se l’oggetto è presupposto nella sua assoluta indipendenza dal soggetto, allora cosa si può cogliere di esso? Qualunque cosa venisse colta, si negherebbe eo ipso la sua indipendenza, perché si finirebbe per determinarlo, laddove esso, se è effettivamente indipendente, non può in alcun modo venire determinato, poiché verrebbe comunque determinato dal soggetto. Per approfondire questo tema, esaminiamo la concezione di Antonio Damasio, che ci sembra quanto mai significativa e in grado di fornire utili indicazioni per differenziare la concezione realista dalla concezione antirealista, che sostiene appunto la non assoluta indipendenza dell’oggetto dal soggetto. Continue Reading

Il successo trionfante del monismo materialistico

Come è noto, si è soliti individuare diverse forme di materialismo. Si parla di materialismo metafisico o cosmologico, per indicare la concezione che sostiene il primato della materia, la sua inderivabilità nonché la sua indipendenza dal soggetto; per esso la materia è la causa di ogni cosa e lo è mediante la forza espressa dagli atomi che la costituiscono. Il materialismo metodologico sostiene, invece, che la nozione di materia è l’unica che sia utilizzabile per la spiegazione scientifica dei fenomeni; con la nozione di materia, inoltre, si intende quella che si compone dei concetti di corpo e di movimento. Si parla di materialismo pratico o morale quando si intende sostenere una visione edonistica dell’esistenza e di materialismo storico e dialettico quando si fa riferimento alla teoria della storia, della realtà sociale e della natura sostenuta da Marx ed Engels. V’è, infine, una forma di materialismo, detto psicofisico, volta a sostenere la stretta dipendenza causale dell’attività della mente dalla materia e cioè dal cervello. La concezione dell’uomo macchina, secondo l’espressione usata da La Mettrie, si colloca in questa prospettiva e approda ad un meccanicismo, che si è andato progressivamente affermando in forza della concezione scientifica del mondo.
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Damasio e l’ambiguità della rappresentazione

Il tema della “costruzione” o della “ricostruzione” dell’oggetto è della massima importanza. Se, infatti, si parla di “costruzione”, allora si riconosce che l’oggetto non è assolutamente indipendente dal soggetto, ma solo relativamente indipendente. La sua indipendenza, cioè, consiste nel fatto che il soggetto non crea l’oggetto, ma lo modella, cioè ne rileva la presenza nelle forme che sono proprie del sistema di rilevamento che egli è in quanto “soggetto”. Di contro, se si parla di “ricostruzione” dell’oggetto, allora ci si rifà ad una posizione realista, giacché si pensa che l’oggetto sia assolutamente indipendente dal soggetto, il quale ricostruisce l’oggetto nella sua mente, riproducendolo proprio così come esso è nella sua indipendenza. Abbiamo già fatto notare, nello scorso articolo, come a noi sembri insostenibile questa tesi: se l’oggetto è presupposto nella sua assoluta indipendenza dal soggetto, allora cosa si può cogliere di esso? Qualunque cosa venisse colta, si negherebbe eo ipso la sua indipendenza, perché si finirebbe per determinarlo, laddove esso, se è effettivamente indipendente, non può in alcun modo venire determinato, poiché verrebbe comunque determinato dal soggetto. Per approfondire questo tema, esaminiamo la concezione di Antonio Damasio, che ci sembra quanto mai significativa e in grado di fornire utili indicazioni per differenziare la concezione realista dalla concezione antirealista, che sostiene appunto la non assoluta indipendenza dell’oggetto dal soggetto. Continue Reading

Il successo trionfante del monismo materialistico

Come è noto, si è soliti individuare diverse forme di materialismo. Si parla di materialismo metafisico o cosmologico, per indicare la concezione che sostiene il primato della materia, la sua inderivabilità nonché la sua indipendenza dal soggetto; per esso la materia è la causa di ogni cosa e lo è mediante la forza espressa dagli atomi che la costituiscono. Il materialismo metodologico sostiene, invece, che la nozione di materia è l’unica che sia utilizzabile per la spiegazione scientifica dei fenomeni; con la nozione di materia, inoltre, si intende quella che si compone dei concetti di corpo e di movimento. Si parla di materialismo pratico o morale quando si intende sostenere una visione edonistica dell’esistenza e di materialismo storico e dialettico quando si fa riferimento alla teoria della storia, della realtà sociale e della natura sostenuta da Marx ed Engels. V’è, infine, una forma di materialismo, detto psicofisico, volta a sostenere la stretta dipendenza causale dell’attività della mente dalla materia e cioè dal cervello. La concezione dell’uomo macchina, secondo l’espressione usata da La Mettrie, si colloca in questa prospettiva e approda ad un meccanicismo, che si è andato progressivamente affermando in forza della concezione scientifica del mondo.
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