Presentiamo ai nostri lettori, per la pausa estiva di agosto, cinque testi di grandi autori che riflettono sulla Filosofia, sul suo ruolo e sulla sua importanza.
Buona lettura e buona estate a tutti!
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Lezioni 1930-1932
di Ludwig Wittgenstein
L’aura della filosofia è andata perduta. In effetti, noi abbiamo un metodo per fare filosofia, e possiamo parlare di filosofi abili. Confrontate la differenza tra alchimia e chimica; la chimica ha un metodo e possiamo parlare di chimici abili. Ma una volta che è stato trovato un metodo, le possibilità di esprimere la personalità risultano corrispondentemente ristrette. La tendenza della nostra epoca è quella di restringere tali possibilità; ciò è caratteristico di un’età di cultura in decadenza o senza cultura. Non per questo un grand’uomo dev’essere meno grande in tali periodi, ma la filosofia ora si sta riducendo a una questione di abilità e l’aura del filosofo sta scomparendo.
Che cos’è la filosofia? Un’indagine sull’essenza del mondo? Vogliamo una risposta definitiva, o una descrizione del mondo, che sia o no verificabile. Noi siamo certamente in grado di dare una descrizione del mondo, ivi compresi gli stati psichici, e di scoprire le leggi che lo governano. Ma a quel punto avremmo lasciato fuori ancora molto; cioè, avremmo lasciato fuori la matematica. Ciò che facciamo in effetti è mettere in ordine le nostre nozioni, chiarire ciò che può essere detto intorno al mondo. Siamo nella confusione riguardo a ciò che può essere detto, e cerchiamo di dissipare quella confusione.
Questa attività di chiarificazione è la filosofia. Noi seguiremo perciò questo istinto di chiarire, e metteremo da parte la nostra domanda iniziale: «Che cos’è la filosofia?». Noi cominciamo con un vago disagio della mente, simile a quello di un bambino che chiede: «Perché?». La domanda del bambino non è quella di una persona matura; esprime una perplessità, anziché la richiesta di un’informazione precisa. Allo stesso modo i filosofi domandano «Perché?» e «Che cosa?» senza conoscere chiaramente il significato delle loro domande. Essi esprimono una sensazione di disagio mentale. La voce dell’istinto è sempre giusta in qualche modo, ma non ha ancora imparato a esprimersi esattamente (…).
Nella scienza potete confrontare ciò che fate con, mettiamo, la costruzione di una casa. Dovete avere anzitutto delle fondamenta solide; una volta che sono state gettate non possono essere nuovamente toccate o spostate. In filosofia non gettiamo fondamenta, ma mettiamo in ordine una stanza, e per farlo dobbiamo toccare ogni cosa una dozzina di volte. L’unico modo di fare filosofia è fare ogni cosa due volte (…).
Le risposte che la filosofia dà alle nostre domande devono essere fondamentali per la vita di ogni giorno e per la scienza. Esse devono essere indipendenti dalle scoperte sperimentali della scienza. La scienza costruisce una casa con mattoni che una volta posati non vengono più toccati. La filosofia mette in ordine una stanza e perciò deve maneggiare più volte le cose. L’essenza della sua procedura e che essa comincia dal disordine; non ci importa di essere confusi, nella misura in cui la confusione gradualmente si dissolve.
Wittgenstein, Ludwig. 1995. Lezioni 1930-1932. Milano: Adelphi
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