Lavoro e libertà nella società tecnocratica

Con questo contributo l’autore prosegue le riflessioni iniziate nell’articolo Anders e la natura occulta dei mass media, pubblicato sempre su RF nel maggio 2025 e che si può leggere qui.

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Il lavoro nella società conformistica
Anders radicalizza e approfondisce la metamorfosi di tempo libero in tempo occupato nel secondo volume della sua opera, sostenendo che l’occupazione caratterizzata dal consumo dei media sia essenzialmente lavoro. In questo testo, pubblicato 24 anni dopo il primo, il panorama costituito dal predominio delle macchine sull’uomo e della società tecnocratica si unisce all’idea dell’effetto massificante dei media, mostrando un mondo in cui tecnocrazia e conformismo esercitano unitamente il dominio sull’intera società. Il pericolo della sottomissione ai poteri conformistici è dall’autore percepito come incontrovertibile.

Quello della pubblicità è definito come un effetto “sirenico”, in quanto permea la società, agendo subliminalmente e inconsciamente. L’assenza di divieti e obblighi espliciti è il mezzo più efficace per ottenere la sottomissione dell’individuo, che accetta volontariamente di piegarsi al sistema conformistico. Ciò genera un’apparenza di libertà che vela un dominio ben più subdolo; con le parole dell’autore: «in nessuna epoca il dominio è mai stato esercitato con così buona coscienza come nella nostra» (Anders 1980, 183). Continue Reading

Anders e la natura occulta dei mass media

Nell’ampio panorama filosofico occidentale il nome di Günther Anders è poco noto e, certamente, scarsamente considerato. Alcuni critici hanno ritenuto la sua opera come una mera demonizzazione della tecnica attraverso una reiterazione, priva di spessore o addirittura banale, di temi già trattati ed esacerbati. Tuttavia, fondate o meno che siano tali critiche, è certo che l’autore si è reso protagonista di un’analisi estremamente rilevante, e per certi versi profetica, sui mass media e sul sistema che muove questi apparecchi nella società contemporanea, da cui deduce una precisa concezione – tendenzialmente catastrofica – della tecnica. Il fulcro del suo pensiero si trova in L’uomo è antiquato testo costituito da due volumi pubblicati in tempi diversi: il primo nel 1956, il secondo nel 1980. Fra questi non sussiste solamente una differenza cronologica, ma anche strutturale; il secondo volume infatti, a differenza del primo, non può essere considerato una vera e propria opera, in quanto è costituito da una serie di articoli concepiti fra il 1957 e il 1979. 

Isoleremo dunque due temi trasversalmente presenti in entrambi i volumi, che saranno affrontati in due articoli per ogni tema: il primo tema è dedicato alla critica sociale dei mezzi mediatici; il secondo al concetto di tecnica in rapporto alla psicologia delle emozioni.

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