Oltre il conatus (17.II)

 

«Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere» (Spinoza, Trattato Politico, I, 4)

 

Il singolo essere umano è un essere desiderante e la sua singolarità prende progressivamente forma a seconda di come viene strutturato il suo desiderare. Così chiudevo il precedente articolo. La mancata stabilizzazione del singolo essere umano esistente impone l’uscita da sé. La consapevolezza del dover uscire da sé rende l’essere umano non un semplice appetente, ma un essere che dirige il suo appetito verso qualcosa che ritiene capace di risolvere la mancanza avvertita e di stabilizzare il suo ex-sistere.

Pensando etimologicamente lo ex-sistere, si deve notare che “sistere” è verbo causativo di stare (lo stare in piedi); indica pertanto l’azione del “far stare in piedi” qualcos’altro. Ex-sistere indica l’azione del far stare in piedi qualcosa a muovere da, fuori da (il suo luogo originario). Proprio in quanto viene mantenuto “fuori” dalla sua origine, l’esistente “non sta” (da solo); per “mantenersi in essere” deve perciò cambiare, trasformarsi. Continue Reading