L’uomo è misura di tutte le cose, anche di Dio.

Protagora è uno di quei filosofi nei confronti dei quali la storia della filosofia ha riservato un trattamento ingiusto, sottovalutando meriti ed enfatizzando errori e contraddizioni. Noto per la sua abilità in alcune attività pratiche (come quella di portare pesi e legare la legna), Protagora è conosciuto, a motivo della sua abilità nel costruire discorsi, come il padre della sofistica (e già questo costituisce un titolo quasi diffamatorio). A lui Platone dedica il dialogo omonimo, uno dei più belli dell’intera sua opera, da cui emerge il ritratto di un personaggio sapiente, pratico, disincantato. Uno dei passaggi più acuti del dialogo è quando Protagora dichiara l’inutilità delle precauzioni che deve avere un filosofo per mascherare le sue idee in quanto «a coloro che detengono il potere nelle città non sfugge lo scopo cui servono quei pretesti»; sicché, anziché nascondersi, Protagora considerava cautela maggiore quella di dire tutto, ammettendo pubblicamente di essere un sofista, e di svolgere l’attività di educare gli uomini. Pare che le sue opere furono bruciate in una piazza di Atene, dove condusse una vita lunga e piena di soddisfazioni. La sua tesi più conosciuta è la dottrina dell’homo mensura, l’idea cioè che l’uomo è misura di tutte le cose. Si tratta di un principio da cui, come vedremo, possono tirarsi delle conseguenze opposte.

Continue Reading

XIV Ritiro Filosofico, un resoconto

Come largamente preannunciato si è svolto, dal 30 settembre al 2 ottobre, il XIV Ritiro Filosofico nella consueta cornice di Nocera Umbra (PG). La quattordicesima edizione del Ritiro è stata condotta dal prof. Rocco Ronchi – docente di filosofia teoretica all’Università de L’Aquila -, sul tema L’immanenza assoluta. Una tre giorni davvero interessante e ricca di dibattiti, suscitati dalle lezioni del relatore che ha potuto contare su una platea eterogenea di ascoltatori attenti e, nella loro diversità, complementari.

Le tre sessioni di lavoro (due al sabato, e una la domenica) hanno affrontato la tematica dell’immanenza assoluta attraverso una critica del concetto di contingenza, per poi passare all’esposizione della nozione di processo ed infine indagando una terza accezione della causalità metafisica. Obiettivo di Rocco Ronchi era quello di mostrare una via alternativa sia al necessitarismo sia al personalismo che fa della libertà il proprio unico orizzonte.

Continue Reading

Anno giubilare per il “divino” Cusano

Il 10 agosto 1464 moriva a Todi il cardinale Niccolò Cusano, lasciando in eredità una discreta somma di denaro alla sorella Clara e soprattutto all’Opera caritatevole che reggeva l’Ospedale da lui fondato a Kues, sua città natale. Annessi agli edifici dedicati alla cura degli anziani, il Cardinale fece costruire – forse secondo i progetti architettonici dell’amico Leon Battista Alberti – una cappella e una piccola biblioteca, dove vennero raccolti i manoscritti che il cardinale acquistò nella sua vita, i suoi strumenti astronomici e le sue lettere. La suddetta eredità pecuniaria di Cusano e il dinamismo del suo ex-segretario Pietro di Erkelenz permisero all’Ospedale di continuare le proprie attività negli anni a venire e così di conservare in buono stato anche la cappella e la biblioteca. Molto presto, queste sarebbero diventate meta ambita di studiosi e filologi interessati alla ricostruzione del pensiero del cardinale di Kues e alla lettura dei preziosi manoscritti trecenteschi e quattrocenteschi che ivi erano conservati. Tra di essi, ad esempio, spiccano le Opere e i Sermoni di Meister Eckhart, ma anche importanti codici con le traduzioni latine di Proclo e di Dionigi  ad opera di Ambrogio Traversari.

La biblioteca, la cappella dell’Ospedale e un po’ anche lo spirito del segretario Pietro, che voleva far perdurare nei secoli la memoria del cardinale, sono stati la cornice entro cui si è svolto il VI Jungcusaner Tagung, il convegno dei giovani studiosi di Nicola Cusano, tra il 26 e il 28 maggio 2014. Il Tagung si è andato ad inserire in un più ampio programma di convegni ed eventi che sta vedendo una serie di incontri presso Trier, sede del Cusanus-Institut, presso la città natale di Kues, dove è attiva la Kueser Akademie, e che si concluderà a Roma in ottobre con il convegno ufficiale della Cusanus-Gesellschaft. Il Tagung dei giovani cusaniani, però, ha vita autonoma rispetto alle celebrazioni dello Jubiläumsjahr 2014 (550 anni dalla morte del Cusano): esso è, piuttosto, un incontro autogestito dai giovani ricercatori cusaniani che ogni due anni si danno appuntamento in una Università o in un luogo cusaniano per discutere un aspetto o una tematica relativa alla filosofia del cardinale. Questa è sovente l’occasione per mettere alla prova le proprie interpretazioni di Cusano e per discutere di impostazioni, ipotesi e prospettive legate alle proprie tesi di dottorato, post-dottorato o ai progetti cusaniani a cui partecipano nelle rispettive Università di tutta Europa. Giunto alla sesta edizione, il convegno di Kues 2014 si è inoltre celebrato in memoriam del prof. Klaus Reinhard, scomparso da pochi giorni, e che più di dieci anni or sono fu l’ispiratore del primo Jungcusanertagung. Il tema scelto dalle organizzatrici Christiane Bacher e Cecilia Rusconi è stato «Formen des Wissens bei Nikolaus von Kues».

I giovani ricercatori che hanno preso parte al convegno provenivano da terre e università differenti – i due gruppi più consistenti erano difatti tedeschi e italiani, ma erano presenti anche studiosi francesi, russi, bulgari e svizzeri –, ma soprattutto mettevano al servizio del convegno le loro particolari ed eterogenee formazioni; così le forme del sapere per Cusano sono state trattate secondo una prospettiva teologica da Christian Ströbele, che ha affrontato il rapporto tra fede e conoscenza, e Felix Resch, che si è occupato della discussione sulla teologia mistica tra gli abati di monasteri vicini a Cusano. Hanno invece proposto una prospettiva filosofica incentrata su alcune tematiche chiave della teoria della conoscenza e sulle sue fonti: Bogdana Paskaleva, che ha trattato la questione della conoscenza sensibile, Marc Bayard l’intelligenza e il movimento, Jean-Marie Nicolle l’assimilazione, Maude Correiras la conoscenza enigmatica nel De beryllo e David Bartosch il rapporto tra sapere implicito e sapienza. C’è stata anche una sezione dedicata alle questioni più scientifiche o inerenti alla filosofia della scienza con le relazioni di Pietro Omodeo e Rodolfo Garau sul concetto di contingenza e necessità nella filosofia della natura della prima età moderna, con la presentazione degli scritti matematici di Cusano a cura di Federica De Felice.

Altri si sono occupati delle fonti: è il caso dell’analisi proposta da Andrea Fiamma sul concetto di peso nel De staticis experimentis con uno sguardo ad Agostino d’Ippona; di Arnild-Cosima Tappeiner che nel De docta ignorantia ha messo in evidenza la presenza della filosofia di Maimonide e di Witalij Morosow, che ha mostrato i rapporti di Cusano con il mondo alchemico. Damiano Roberi ha rivolto invece lo sguardo in avanti, analizzando il concetto di tempo in Cusano in riferimento alle formulazioni contemporanee di W. Benjamin e H. Blumenberg. Christian Kny e Susann Kabisch si sono invece chiesti se per Cusano la conoscenza sia comunicabile e se in essa sia presenta una dimensione  performativa, ricalcando un po’ gli ultimi esiti della Cusanus-Forschung, che tendono verso una riscoperta della filosofia pratica e degli aspetti sociali nell’opera del cardinale. Singolare è stata invece l’ottima relazione di Winfried Rohr, che ha riletto alcuni passi sul valore e sulla moneta del De ludo globi di Cusano come possibili presupposti per un’ontologia del valore in dialogo con il filosofo Ernst Böckenförde. Dalle tante discussioni che hanno seguito agli interventi è emerso un interesse vivo per la figura del cardinale, la cui filosofia, lungi dall’essere risolta in un’interpretazione definitiva, apre continui scenari di ricerca. Per questo lo Jungcusaner Tagung continuerà la propria tradizione anche negli anni futuri e per il 2016 è stata scelta per la prima volta una sede non tedesca: il convegno sarà difatti organizzato presso l’Università agli studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara a cura del gruppo di ricerca su Cusano che si è andato formando in questi anni.